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incesto

Iena 11: Un incesto pilotato


di boschettomagico
26.02.2026    |    220    |    9 9.4
"Ho fatto scivolare la mia mano destra sul suo fianco e sono andata a cercare il suo cazzo, mi sono trovata in mano quel bastone di carne duro come l’acciaio; mi aveva detto che aveva scopato con..."
C a p i t o l o 11
Un incesto pilotato

Il mercoledì l’ho dedicato tutto all’organizzazione del mio progetto, sapevo che correvo dei rischi ma la storia che avevo in mente era troppo arrapante e cercando di metterci tanta diplomazia sono riuscita a ideare un piano perfetto. Nell’invitare Cesare sono stata molto sul vago, ma l’ho incuriosito facendogli intendere che lo stava aspettando una novità molto gradita; con Lina invece sono stata più esplicita e conoscendola l’ho adescata in modo perentorio “Giovedì vieni a casa mia alle 14,30 in punto…divertimento assicurato con un cazzo nuovo” alle sue continue domande ho risposto semplicemente con un “Non te ne pentirai!!!” Giovedì pomeriggio Cesare è arrivato a casa mia alle 14, avevo lasciato la mia auto nel cortile e gli ho fatto ritirare il suo mezzo nel garage perché Lina non vedesse la sua macchina; mentre andavamo alla stanza ho continuato ad incuriosirlo facendogli capire che stava per coronare il suo sogno di giocare con due donne. L’ho fatto spogliare e l’ho portato alla spalliera ma invece di ammanettarlo mi sono limitata a legarlo molto leggermente con un nastro rosa; poi gli ho messo una di quelle mascherine oscuranti per non vedere la luce quando si dorme dicendogli “L’amica che giocherà con noi è molto timida e tiene alla sua privacy, veniva anche lei a scuola con me quindi non è giovane e conosce anche tua mamma ma conoscendoti questa cosa potrà farti solo piacere; quando il nostro gioco si farà poi più intenso se lei vorrà ti mostrerà il viso.” Cesare mi ascoltava in silenzio, ma si dimostrava particolarmente interessato, infatti pur non essendo stimolato, nudo alla spalliera aveva già il suo attrezzo in parziale erezione. Quando l’ho lasciato solo l’ho ancora solleticato…”Vado a ricevere la nostra compagna di giochi, aspettami… la tua pazienza sarà premiata!!!” Lina è arrivata in perfetto orario, fingeva indifferenza ma dentro di lei era in ebollizione…la conoscevo troppo bene…dopo avermi abbracciata mi ha detto “Così hai trovato un cazzo nuovo?” Le ho sorriso e prendendo tempo per capire come metterla davanti al fatto compiuto, le ho offerto un caffè. Mentre metteva lo zucchero sono partita da lontano… -Con tuo figlio novità dopo la tua commedia della falsa ubriaca? -Purtroppo tutto liscio come l’olio, anche se mi guarda a volte in un modo strano che non riesco a decifrare. -Semplice invece…ti desidera, ti vuole, ma non osa… per questo ho pensato io a togliere questo freno. L’ho presa per mano e l’ho portata alla porta della stanza dei giochi, prima di aprirla le ho fatto segno di stare in silenzio, come ha visto Cesare nudo alla spalliera è impallidita, ha trattenuto un urlo a fatica poi ha chiuso la porta e con una faccia inviperita mi ha coperta di insulti. -Brutta puttana, lo hai conosciuto quattro giorni fa e lo hai già circuito, senza nessun rispetto per me, hai approfittato della sua innocenza per schiavizzarlo… e osi invitarmi a questa farsa… All’inizio sono rimasta di stucco, ma ho poi immediatamente ribattuto le mie ragioni -Ma che cazzo dici… io non ho circuito nessuno…quello che tu chiami povero innocente è un furbacchione. Le ho mostrato i fiori e il biglietto dove Cesare mi invitava a cena con la chiara intenzione di scoparmi, Lina è rimasta choccata, ma per addolcire la pillola ho continuato a martellarla sul fatto che Cesare la voleva. -E’ venuto con me solo perché io le ricordo te… scopava me ma pensava a te; e a proposito di quella che tu chiami innocenza… a Bologna si fotte una puttana solo perché ti assomiglia, mi ha mostrato delle sue foto è una tua sosia perfetta…devi cogliere l’occasione, apri quella porta e esaudisci il desiderio che ti tormenta da anni, in fin dei conti è quello che volete entrambi. -Non posso…mi vergogno… -Quando sabato sera gli hai sbattuto la figa in faccia fingendoti ubriaca non ti vergognavi…ti avesse scopata lì sul tuo letto non ti saresti opposta…Lina salta questo fosso, potrebbe essere la tua ultima occasione. Hai passato anni a masturbarti annusando le sue mutande, ora puoi sentire il suo odore dal vivo, puoi succhiargli l’uccello e farti riempire la gola dalla sua sborra, prendi questo treno, non lasciarlo partire. Si è guardata intorno riflettendo poi con voce tremante mi ha detto -Non so cosa fare, sono molto confusa… -Anche con Salvatore e Severino eri confusa ma poi quando sei entrata nel gioco hai fatto emergere la tua porcaggine e ti sei divertita; pensa di essere lì con loro e goditi il tuo incesto…occhio però a non parlare, ti riconoscerebbe dalla voce e all’inizio non devi farti scoprire; poi se lo riterrai opportuno in qualsiasi momento potrai rivelargli la tua vera identità. Siamo entrate nella stanza, ci siamo avvicinate a Cesare e mentre ci spogliavamo ho iniziato a dirigere il mio spettacolo che da giorni studiavo. -Cesare siamo qui in due per te, goditi questa opportunità e realizza il tuo desiderio di giocare con due donne contemporaneamente… Abbiamo cominciato ad accarezzarlo sul petto con estrema lentezza, il ragazzo era teso ma man mano che le nostre mani diventavano sempre più sensuali ha cominciato a sospirare di piacere, poi a un certo punto gli ho dato una carezza sul viso e l’ho invitato a cambiare posizione - Appoggiati alla spalliera con la schiena e fletti leggermente le gambe che ti freghiamo le nostre fighe sulle ginocchia per solleticarti con il nostro pelo, so che ami le tope pelose e la mia amica ce l’ha ancora più folta della mia. Cesare ha obbedito e noi abbiamo cominciato a sfregargliela sensualmente, con movimenti lenti e in perfetta sincronia, il ragazzo si è sciolto ancora di più dalla sua tensione, ha innalzato il viso al soffitto rilassandosi completamente e ha cominciato a godersi il nostro gustoso antipasto. - Amica di Annamaria sento che sei bagnatissima, posso sapere il tuo nome? Lina mi ha guardata con sguardo terreo, i suoi occhi terrorizzati era come se mi chiedessero “E adesso che cosa faccio?” Io però sono entrata in suo soccorso. -Si chiama Porpora, non è il suo vero nome ma a scuola la chiamavamo così…chiamala pure Porpora. -Porpora sei fantastica, non smettere di fregarmela adoro sentire che lasci la bava come le lumache, sicuramente devi essere una donna molto calda. Il cazzo di Cesare era ormai in piena erezione, mi sono staccata da lui, l’ho slegato e l’ho accompagnato verso il letto - Stenditi sul materasso, prima hai potuto deliziarti con il solletico del nostro pelo ora assaporerai il calore delle nostre lingue. Ci siamo stese anche noi ai suoi fianchi e abbiamo cominciato a leccargli l’uccello come se fosse un gelato, era una sequenza per noi usuale, che avevamo già messo in atto con Salvatore e Severino; il rituale era semplice, con la punta della lingua partivamo dalle sue palle per risalire pian piano in perfetta sincronia sul suo cazzone ormai ritto come un palo per poi alla fine unire le nostre bocche in un libidinoso bacio. Questa volta però Lina ha cambiato il cerimoniale ed una volta arrivata alla fine dell’uccello invece di unire la sua lingua alla mia, si è fatta scivolare il cazzo in bocca e ha cominciato a succhiarglielo. La cosa mi ha contrariata molto perché come al solito essere messa in secondo piano era un affronto che non sopportavo, ma soprattutto perché la mia partner con una facilità incredibile aveva ingoiato tutta la cappella turgida senza il minimo sforzo. Il martedì precedente quando avevo fatto il pompino a Cesare sotto il getto della doccia per ingoiarlo completamente avevo dovuto allargarmi le labbra con le dita, e ora quella puttana lo aveva ingoiato come se si fosse messa in bocca una caramella, essere sconfitta così sfacciatamente mi faceva infuriare. Per porre fine a quell’affronto che avevo dovuto subire mi sono allora rivolta al ragazzo. -Cesare vedo che stai gradendo molto le nostre attenzioni, ma presumo che ora avrai voglia di figa vero? -Si Iena, lo voglio, lo desidero, cosa devo fare? -Devi semplicemente appagare due fighe contemporaneamente, una con l’uccello e una con la lingua, come vuoi cominciare? -Voglio scopare prima te, e leccarla a Porpora… poi invertirete le posizioni… Sentire che mi dava la precedenza mi ha fatto passare l’incazzatura che avevo dentro, ho guardato di sbieco Lina per vedere se ora era lei l’incazzata ma invece era solo arrapata, rossa come un peperone, con gli occhi estasiati di chi era in piena euforia con il solo unico desiderio di godere, senza preoccuparsi di come. Cesare è rimasto steso con il suo totem in completa erezione, io ho allargato le gambe e mi sono inginocchiata sopra di lui cominciando ad infilarmi pian piano quel mostruoso uccello, inizialmente ho dovuto allargarmi le grandi labbra con le dita ma poi pian piano mi sono impalata con il cazzo sentendo la sua cappella riempirmi fino all’altezza dello sterno. Lina mi guardava senza la minima invidia con uno sguardo assente come se fosse stata in trance, ho dovuto allora risvegliarla da quello stato di catalessi ordinandole cosa fare -Su Porpora inginocchiati sul ragazzo e fattela lappare…è un ottimo linguista! Dopo qualche minuto eravamo tutti tre in piena attività, mentre io molleggiavo su quel cazzo spropositato alternando la velocità a mio piacimento, Lina alla faccia dei suoi 65 anni reggeva perfettamente tutto il suo peso sulle caviglie e ondeggiava sbattendo oscenamente la figa in faccia al figlio; riuscivo a tratti a sbirciare la lingua di Cesare che fuoriusciva dalla bocca allungandosi il più possibile per intrufolarsi nel buco fradicio a raggiungere i punti più reconditi di quella patacca vogliosa. Il ragazzo smaniava, allungava il collo incurante del fatto che quando Porpora gli spingeva la figa in faccia rischiava il soffocamento; Lina invece grugniva come una scrofa, continuando ad alzare lo sguardo estasiato verso il soffitto. Il suo grugnito si è poi trasformato in un urlo sovrumano quando ha raggiunto l’orgasmo; di porcate insieme ne avevamo fatte parecchie ma non l’avevo mai vista godere così intensamente, Cesare ha risposto urlando “ Fatti bere tutta…fammi bere tutto…lavami la faccia splendida creatura…” poi nonostante io lo stessi comprimendo con il mio peso al materasso ha cominciato a pomparmi con colpi impressionanti che mi facevano sobbalzare sul letto come un fuscello; a un certo punto ho sentito la figa inondarsi di sborra rovente, una serie infinita di getti che sembravano non quietarsi mai. Era stata una delle mie scopate più veloci, ma pure una delle più intense ed appaganti; ci sono voluti parecchi minuti prima che tornassimo alla realtà ma i nostri volti dimostravano che eravamo reduci da un orgasmo che non aveva avuto precedenti. Ho guardato Cesare in faccia, era stravolto, il volto e la mascherina erano totalmente impregnati di umori vischiosi, come se Lina gli avesse anche pisciato in faccia, mi sono messa a ridere dicendogli. -Martedì avevi dimostrato una resistenza fuori del normale, oggi hai resistito solo un paio di minuti. Il ragazzo aveva frainteso, pensava che la mia battuta fosse un rimprovero; ha abbassato la faccia mortificato ma dopo pochi secondi l’ha rialzata, non potevo vedergli gli occhi ma sicuramente erano accesi di sfida perché ha quasi urlato -Iena tra pochi minuti tornerò in perfetta forma per giocare il secondo tempo invertendo le vostre posizioni, Lina ha fissato il figlio con passione…il loro incesto bussava alla porta. Cesare non potendo vedere nulla ha tastato intorno a lui per cercare i nostri corpi dicendomi -Fai allargare le cosce a Porpora, adoro il sapore della sua sborra e se gliela lecco ancora l’eccitazione mi riporterà una nuova potente erezione. Ho obbedito spingendo il suo viso in mezzo alle gambe di Lina e come il ragazzo ha sentito l’odore della figa ha rituffato la lingua in mezzo alla foresta pelosa della madre riprendendo a leccargliela con bramosia. Porpora ha spalancato completamente le dita fra i capelli e ha cominciato ad accarezzarglieli con tenerezza quasi per ringraziarlo dei piaceri che il ragazzo stava per donargli di nuovo. Lina ha ripreso immediatamente a gemere, penso che se non avesse avuto il divieto di parlare per non rivelare la sua identità avrebbe preferito incitare a gran voce il figlio con uno dei suoi turpiloqui più spinti. Cesare era immerso nel pelo, la sua lingua ci dava dentro alla grande, voleva mantenere la promessa che mi aveva fatto di riprendersi a tempo di record ma a volte la fretta è una brutta consigliera, il suo uccello era ancora sgonfio e lui cominciava ad innervosirsi; si è inginocchiato allora per leccare ancora con più decisione e mettendosi in quella posizione ha alzato il culo verso me che ero sdraiata dietro di lui. Il suo fondo schiena era perfetto, sembrava scolpito da Michelangelo…l’ho ammirato per alcuni secondi e ho sentito il desiderio di accarezzarglielo; non ho saputo trattenermi, ho allungato le mani e ho cominciato a palpargli le chiappe, erano sode, muscolose, invitanti. Con i pollici gliele ho dilatate per vedere il suo buco, era un capolavoro della natura, roseo come quello di un neonato, completamente glabro, non ho saputo resistere a quella tentazione, mi sono messa il medio in bocca insalivandolo completamente e ho cominciato a titillargli il buchino; di primo acchito il ragazzo ha stretto le chiappe, ma sentendo che io non mi ero fermata le ha di nuovo divaricate dando disco verde ai miei massaggini anali. Ora i gemiti di piacere di Lina venivano di gran lunga coperti da quelli di Cesare, più affondavo il polpastrello più ansimava per il piacere…e quel piacere si riversava sul suo uccello che ora finalmente aveva ripreso a gonfiarsi. In un paio di minuti il suo cazzo ha ripreso le sue piene potenzialità, io però avevo necessità di infilarlo in un culo e allora ho immediatamente ripreso a dirigere il mio film hard. -Hai visto che la iena ti ha fatto tornare il gallo di prima…su stenditi che ora sarà Porpora a cavalcarti. Cesare era diventato paonazzo e ha ubbidito immediatamente, come si è steso sul letto ho invitato Porpora a salire su di lui e assaggiare finalmente il cazzo del suo amato figliolo; la porcona non se l’è fatto ripetere e anche stavolta mi ha stupita in quanto senza la minima difficoltà si è infilata quel cannolo di carne umana e ha immediatamente cominciato a cavalcarlo. I due hanno immediatamente ripreso il loro coro di gemiti e ansimi e Cesare mi ha immediatamente invitata a raggiungere la sua bocca - Vieni iena ora tocca a te sbattermi la patacca in faccia e dissetarmi con i tuoi umori. Io però avevo ben altro in mente, la voglia di culo non mi era passata, ho preso il mio strap on e ho cominciato ad incinghiarmelo accuratamente…per farlo ho dovuto alzarmi e in quel momento la mia passera ha cominciato a colare tutto lo sperma che quel maiale mi aveva sparato in corpo. -No Cesare…prima sei stato tu a gustarti due fighe, ora tocca a Porpora assaporare due cazzi. -Non vorrai dirmi che si raggiungerà il letto anche uno dei tuoi schiavi maschi… -No tesoro…una vera padrona deve far godere la sua schiava totalmente e deve saper trasformarsi in maschio all’occorrenza. Così dicendo gli ho messo in mano il mio uccello di lattice e appagato la sua curiosità -Senti il cazzo della iena, non sarà grosso come il tuo ma saprà far godere in pieno la nostra Porpora… - Toglimi la mascherina ti prego…sei un accavallarsi di novità…voglio vederti… -No solo Porpora potrà darti il permesso di vederla in viso… Mi sono accucciata dietro a Lina che stava cavalcando il cazzone del figlio come un cow boys al rodeo, in quella posizione non potevo incularla per cui l’ho invitata a stendersi su Cesare; non so se aveva capito il motivo ma ha obbedito prontamente e io ho potuto finalmente soddisfare la mia fame di culo. La porcona era talmente presa dal suo incesto che mi ha ricevuto senza il minimo mugugno…anzi ha immediatamente dimostrato che quella doppia penetrazione era da lei molto gradita; si è stesa ancora di più sul figlio e senza interrompere le sue pompate ha cominciato a leccargli il collo, il viso e infilargli la lingua nell’orecchio. Sicuramente avrebbe preferito infilargliela in bocca ma siccome l’aveva fatto il sabato sera temeva che Cesare la riconoscesse. Nonostante però le precauzioni di Lina, Cesare ha cominciato ad insospettirsi e pur senza smettere di farsi scopare mi ha detto -Iena mi sta sorgendo un dubbio…lo so che magari sto dicendo un’eresia ma il profumo di questa donna è lo stesso di quello che usa mia madre e anche l’odore della sua pelle mi ricorda mia mamma…dimmi che non è così… Tutti tre abbiamo interrotto la nostra orgia, ho guardato Lina negli occhi, il suo sguardo era terreo, meravigliato…sorpreso… ho tolto il cazzo dal culo di Lina e mi sono stesa al fianco del ragazzo, ho preso tra pollice e indice il bordo superiore della mascherina e ho cominciato a tirargliela su piano piano, quando sono comparsi gli occhi madre e figlio si sono fissati e Cesare con uno sguardo meravigliato ha sospirato -Mamma sei tu!?! Gli occhi di Lina si sono inumiditi immediatamente e con la stessa dolce tonalità di voce gli ha risposto -Si Cesare sono io… I due hanno avvicinato le loro labbra e dopo qualche secondo di titubanza si sono abbracciati il più stretto possibile e hanno cominciato a limonare come due assatanati. Ora ero un corpo estraneo in quella situazione, ma vedere che si slinguavano senza freni mi piaceva, grazie a me stavano coronando un loro sogno che durava da parecchi anni e che sembrava solo un loro effimero desiderio. L’inculata che avevo interrotto però mi pesava, quando Cesare aveva enunciato i suoi dubbi io stavo per godere con i laccetti che mi strofinavano il clitoride e siccome quella evenienza era rara desideravo riprovare, ma dovevo pian piano ricostruire l’ambiente per cui sono ripartita decisa -Stavate scopando come indemoniati quando eravate in incognito e ora che siete davanti alla realtà vi limitate a dei baci, su consumate il vostro incesto, scopate senza limiti, ormai per voi tutto è lecito. Hanno staccato le loro labbra, Lina si è stesa sul letto ha allargato le cosce e ha invitato il figlio -Annamaria ha ragione, su Cesare, salimi sopra…voglio godere sentendo il tuo peso schiacciarmi, voglio sentire il tuo splendido cazzo che mi trivella e mi scopa senza limiti. Eccitato da quell’ordine il figlio si è tuffato sulla madre, l’ha penetrata quasi con violenza e ha cominciato a pomparla come un forsennato, erano travolti da una ondata di infinita libidine, in fin dei conti avevano anni di arretrati da recuperare. Vedere il culo di Cesare che mi ballonzolava davanti mi faceva impazzire, non mi ero mai tolta lo strap on e ora con Lina sotto il dominio del figlio avrei voluto togliermi la voglia di culo che mi era ritornata infilandolo a Cesare; ho provato avvicinarmi per tentare ma i due erano indiavolati, in continuo movimento e ho dovuto rinviare il mio desiderio. Lina era quasi in catalessi, ansimava a tutto spiano e incitava Cesare -Figlio mio sei una forza della natura, hai un cazzo che è la fine del mondo, dimmi che ti piace scopare la tua mamma… -E me lo chiedi… tu non sai quante seghe mi son fatto immaginando questi momenti… mamma sto coronando il sogno della mia vita, questa è come se fosse la mia prima chiavata, ora però non resisto più... L’urlo di Cesare è esploso di colpo rimbombando nella camera -Eccomi mamma, ti riempio, il mio sogno che ho sempre ritenuto impossibile si sta realizzando, è bello sborrarti dentro…la mia felicità non ha limiti… -Ti sento amore mio…ti sento…è fantastico…mamma mia ma quanta ne fai…sei favoloso…Cesare ti amooo!!! Cesare è rimasto con le braccia ritte che sostenevano il suo petto per parecchi minuti, non voleva farne perdere nemmeno una goccia, poi si è accasciato sul corpo della madre, ha cercato ancora la sua bocca e sono ritornati a baciarsi freneticamente. Vedere quella scopata mi aveva eccitata, la mia voglia di godere era troppa, ho lasciato passare qualche minuto perché si riprendessero poi ho cominciato a far deviare quella situazione verso i miei bisogni… -Su andiamo alla gogna, sfruttiamo questo momento magico… Cesare mi ha guardata stupito, Lina invece era sorpresa, senza darle il tempo di parlare ho preso la mano del figlio facendolo alzare e accompagnandolo alla gogna e rivolgendomi alla mia amante le ho detto -So che adori sbattere in faccia la figa a chi ti ha riempita…perché non vuoi farlo anche con tuo figlio… Si è alzata non tanto convinta ma ci ha seguiti, io ho chiuso il capo di Cesare nell’incavo di legno e poi l’ho sollecitata a posizionarsi davanti al figlio, ha obbedito meccanicamente ma sempre con lo sguardo dubbioso e poco convinta; come il figlio ha tuffato la lingua e ha cominciato a lapparla, ha però alzato la sguardo al soffitto e ha cominciato a godersi la leccata. Cesare era letteralmente scatenato, la sua lingua era vorace e a velocità impressionante si intrufolava dentro l’intimità della madre, a tratti si staccava per riprendere fiato ma in quei momenti parlava in tono esaltato… -Mamma è bellissimo dissetarmi con il succo del nostro amore, la mia sborra e i tuoi abbondanti umori sono un cocktail esaltante. Ora erano entrambi di nuovo in estasi completa, io allora ne ho approfittato e mi sono posizionata dietro a Cesare, ho allargato le sue chiappe e ho cominciato ad appoggiargli la cappella nel suo orifizio anale; il ragazzo nel sentirmi non si è scomposto e istintivamente ha spinto il sedere in fuori come se avesse intuito cosa io stavo per fare facendomi capire che la cosa era gradita. Stavo ormai per affondare il colpo quando Lina ha abbassato il viso e mi ha vista, i nostri sguardi si sono incontrati, lei è avvampata in modo impressionante, i suoi occhi si son fatti di brace e con un urlo ha interrotto bruscamente il mio proposito. -Cosa stai per fare lurido verme!!! -Quello che abbiamo fatto tante altre volte… -Brutta schifosa guarda che quello è mio figlio, non è uno di quei frocetti che sbavano a prenderlo nel culo… -Anche tu dieci minuti fa l’hai preso nel culo e non mi sembra che la cosa ti dispiacesse, anzi… -Tu non puoi fare di mio figlio il tuo burattino con cui sollazzarti… Cesare rivestiti che ce ne andiamo!!! A quel punto sono stata io ad andare su tutte le furie ed è toccato a me infervorarmi e scagliarmi su di lei -Non fare la falsa moralista con me, ti conosco bene…da quelli che tu hai chiamato frocetti hai sempre preso il loro cazzo…e quanto ti piaceva…se non era per me eri ancora a casa tua a grattartela annusando le mutande che sottraevi a tuo figlio dopo che si era cambiato…e se non era per me mai e poi mai avresti avuto il coraggio di scopartelo!!! Alla rivelazione delle mutande Cesare l’ha guardata con un’aria di sorpresa che Lina ha incassato come un pugno nello stomaco, ora era diventata Porpora a tutti gli effetti…si è diretta verso i suoi indumenti, ha cominciato a rivestirsi e rivolgendosi al figlio con tono di comando gli ha urlato -Ti ho detto di rivestirti, io non voglio più aver nulla a che fare con questo personaggio vomitevole, ti fai chiamare Iena ma una vera iena nei tuo confronti è una timida pecorella. Cesare con poco entusiasmo ha ricominciato a rivestirsi pure lui, ma cercava ora di ricucire i fili con diplomazia -Calmatevi, ora siete adirate entrambe ma a mente fredda la vostra furia si calmerà e potrete ragionare, non voglio che roviniate la vostra amicizia per colpa mia… Lina però si è avvicinata al figlio lo ha preso bruscamente per un braccio e l’ha letteralmente trascinato fuori dalla stanza mezzo svestito… -Taci tu… questa porca ti ha fatto gli occhi dolci sabato sera e sei cascato nella sua rete… ha sempre fatto così, non ha valori morali, l’importante per lei è solo infilare quel suo cazzo di plastica in un buco. Cesare ha tentato una ultima carta per prendere tempo -Ho la macchina nel suo garage…mamma calmati…vi prego calmatevi entrambe… -Ti ho detto che ce ne andiamo, verremo dopo a prendere la macchina, ora devo andare via altrimenti giuro che le cavo gli occhi. Due minuti dopo Lina partiva come un razzo facendo volare scariche di ghiaietta per tutto il cortile. Sono rimasta a riflettere, non l’avevo mai vista così adirata e la cosa mi preoccupava, non capivo se quella sua reazione era dovuta al fatto che mi temeva come sua potenziale rivale in amore oppure perché l’aveva offesa vedere che io desideravo inculare il figlio. Venerdì e sabato sono stata tormentata dall’idea di chiamarla ma temevo di peggiorare la situazione, nel mio garage c’era l’auto di Cesare, lei aveva detto verremo prenderla più avanti, prima o poi avremmo dovuto rincontrarci. Domenica stavo prendendo il caffè sulla veranda quando ho visto arrivare nel cortile un taxi, mi sono stupita, poi dal mezzo ho visto scendere Cesare, ha pagato il conducente e questi è immediatamente ripartito. Si è avvicinato a me con passo lento, studiava sicuramente come comportarsi, poi arrivato al tavolino si è limitato a dirmi ” Mi offri un caffè?” Lo ha bevuto riflettendo, era impacciato, lo si vedeva lontano un miglio, per cui ho deciso di rompere il ghiaccio io -Sei venuto a riprendere la tua auto? -Si, ma volevo prima scusarmi per quanto è successo l’altro ieri… -Tu non c’entri nulla, non hai nulla da scusarti, tua madre come sta? -Divinamente…mi ha spremuto come un limone, sono stati due giorni di fuoco, abbiamo scopato come ricci. -Sono contenta per voi… -Vuole venire a vivere a casa mia, dice che è innamorata, che non è mai stata così infatuata per un uomo. -E tu cosa le hai risposto. -Ho accettato, io sono forse più innamorato di lei… -Cesare non rovinare la tua vita, in un incesto io non vedo nulla di immorale, altrimenti non l’avrei favorito, ma ci sono più di vent’anni di differenza…forse oggi non pesano, al momento vedi tutto rosa, ma fra una decina d’anni la situazione sarà sicuramente meno accettabile. -Lascio che il tempo ci porti consiglio…potremo sempre fare retromarcia… -Me lo auguro…ma ho molti dubbi…conosco troppo bene tua madre… andiamo in garage a prendere l’auto. -No!!! Andiamo prima nella stanza dei giochi a realizzare quanto è stato interrotto giovedì. -No Cesare, sarebbe ridicolo…mettiamoci una pietra sopra. -Se non era per te la mia storia non si sarebbe mai realizzata, ma se voglio andare di là non è per ricompensarti… quando mi hai lavorato il culo con il dito mi hai fatto venire i brividi e quando poi mi hai puntato il cazzo nell’orifizio ho risentito quei brividi ancora più intensamente; è stata una sensazione mai provata e siccome io mi conosco bene, penso che prima o poi vorrò viverla di prima persona e proprio perché sono sicuro che prima o poi farei quel passo tanto vale che lo faccia con te… ti prego accetta. Mi ha preso le mani fra le sue, mi ha fatta alzare e pian piano mi ha tirata verso la stanza dei giochi; non avrei voluto seguirlo ma ho sentito un forte prurito in mezzo alle gambe per cui l’ho seguito senza il più minimo ripensamento. Siamo entrati nella stanza, Cesare si è diretto con decisione alla gogna e ha cominciato a spogliarsi, nel vederlo nudo ho perso le ultime titubanze e mi sono spogliata anch’io; mi sono messa lo strap e il ragazzo si è fermato ad ammirarmi e a farmi un complimento che mi ha riempita d’orgoglio -Annamaria sei uno schianto!!! Gli ho chiuso la testa nell’incavo di legno, ho affondato la mano nel barattolo della vasellina e ho cominciato a ungergli lentamente il culo; ogni volta che il mio dito medio affondava Cesare era scosso da una scarica elettrica e spingeva sempre più verso di me il suo splendido sedere. Ormai era in mio potere, maledicevo Lina che aveva interrotto il nostro idillio a tre, avrei voluto registrare quell’inculata e mandargliela per farle capire che non si stava realizzando la mia volontà ma quella di suo figlio… ma avrei messo Cesare nel ridicolo, per cui ho pensato solo a soddisfare le mie voglie. Quando ho cominciato a penetrarlo Cesare non si è mai lamentato, si irrigidiva a tratti ma cercava di essere il più naturale possibile; ho potuto così entrare in lui piuttosto celermente e pian piano cominciare a dargli il giusto piacere che cercava. All’inizio era naturalmente teso, ma col tempo si è rilassato e ha cominciato a godere, dapprima in modo compito poi sempre più sguaiatamente e ha cominciato ad incitarmi -Vai iena…vai…sei un portento…sapevo che mi avresti fatto godere ma non così tanto, su… spingimelo tutto dentro… accelera…accelera…più forte…più veloce che puoi… Mi aveva ormai dato carta bianca e io mi sono scatenata e con delle pompate sempre più prepotenti, ho cominciato allora sentire il mio clitoride che solleticato dall’attaccatura dello strap si stava gonfiando come un cazzetto; era una reazione che non capitava spesso e ora che si stava realizzando volevo approfittarne godendo in quel modo superbo, mi sentivo maschia come non mai e ho cominciato a spruzzare umori a tutto spiano; quella mia irruenza era ora gradita anche da Cesare che ha cominciato anch’egli a godere -Iena non fermarti…sto godendo col culo, credimi è una sensazione sublime, sto godendo col culoooooo. Cercavo di dare il meglio di me, sentivo i miei umori colare in mezzo alle cosce, era come se avessi sborrato come un vero uomo; graffiavo la schiena di Cesare per scaricare la mia libidine ma anche quello era gradito dal mio partner che ormai era tutto un tremito di piacere. Ho fatto scivolare la mia mano destra sul suo fianco e sono andata a cercare il suo cazzo, mi sono trovata in mano quel bastone di carne duro come l’acciaio; mi aveva detto che aveva scopato con sua madre per due giorni eppure il suo uccello era ancora in tiro alla massima potenza…nel sentire quel cazzone che mi pulsava in mano ho immediatamente desiderato di prenderlo in figa. Ho aspettato che Cesare regolarizzasse il suo respiro, mi sono tolta lo strap, l’ho liberato dalla gogna e prendendolo per mano l’ho portato al letto; mi sono stesa, ho spalancato oscenamente le cosce e mi sono offerta a lui totalmente -Eccomi Cesare…scopami come solo tu sai fare…fammi quello che vuoi…sono tutta tua…rompimi la figa!!! Il ragazzo mi ha guardata a lungo, si è fatto però serio e con un filo di voce mi ha detto -Annamaria non posso, sei desiderabile, sei fantastica ma proprio non posso farlo… -Come non puoi…chi te lo impedisce!!! -Ho promesso il mio amore a mia madre, così ha fatto lei con me, mi sentirei un vile tradirla solo 24 ore dopo il nostro giuramento, cerca di capirmi, non me la sento, vederti così mi elettrizza ma mi vergognerei per tutto il resto dei miei giorni…scusami!!! L’ho guardato sbigottita, non potevo credere alle sue parole, ho sentito un bollore di rabbia invadere il mio corpo, avrei voluto cacciarlo via ma nel vedere la sua aria mortificata mi faceva pena, il suo pene si era afflosciato e sembrava dovesse scoppiare in lacrime da un momento all’altro. Mi sono alzata dal letto e con una voce stranamente pacata gli ho detto -Rivestiamoci… Era affranto, rosso di vergogna, rosso “Porpora”, si è rivestito a tempo di record senza mai più rivolgermi lo sguardo perché sicuramente temeva di leggere nei miei occhi il mio disappunto. L’ho accompagnato in garage, è salito sulla sua auto, l’ha messa in moto, ma prima di partire ha alzato finalmente il suo sguardo e fissandomi negli occhi mi ha detto -Ciao Annamaria, so che mi hai capito, sei una gran donna!!! Grazie ancora per quest’ora che mi hai fatto passare… -Se ti piace così tanto prenderlo nel culo guarda che anche tua madre ha uno strap on ancora più moderno del mio, e se glielo chiederai non penso che si tirerà indietro, ama fare la puritana perché inizialmente prova un senso di vergogna ma dentro di sé è ancora più puttana della sottoscritta. A sentire quelle mie parole Cesare ha fatto una espressione incredula, quella mia rivelazione lo aveva certamente stupito ma penso che dentro di sè immaginava già la madre nuda con un cazzo di gomma in mezzo alle gambe, pronta ad incularlo. Lina due giorni prima era partita sparata per la rabbia, lui invece ha lasciato il cortile a passo d’uomo come se temesse di schiacciare quella ghiaietta che sua madre aveva fatto volare dappertutto. Il lunedì mattina non ho resistito e dopo averci rimuginato sopra per delle ore mi sono abbassata a chiamare Lina sul suo cellulare; il telefono squillava ma non ha risposto. Il martedì ci ho riprovato ma con lo stesso risultato, il mercoledì invece il telefono ha squillato una sola volta passando poi al suono dell’”Occupato”; segno evidente che quella incestuosa aveva bloccato il mio numero. Il giovedì non ho resistito, come al solito odiavo l’essere messa in disparte così seccamente come se fossi una delinquente, così che mi sono recata a casa sua per chiarire a quattr’occhi quelle incresciosa situazione. Al mio arrivo però sono stata accolta da una inaspettata sorpresa, il cancello che dava sul cortile era sprangato e sul portone c’era un cartello verde con la scritta “Vendesi” e i dati di un’agenzia immobiliare. Sono rimasta di sasso, tornando a casa sconcertata sentivo in me che forse non avrei mai più rivisto Lina e nemmeno suo figlio.




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